Immaginiamo il nostro sito web come una casa con tante stanze, mentre il Crawler di Google è una sorta di “controllore” che viene a visitarla per vedere se tutto è a posto e degno di essere indicizzato.

Da bravi padroni di casa, sicuramente vorremo fargli trovare tutto ordinato e pulito, e lo guideremo fra i vari ambienti. “Questa è la cucina, questa è la camera da letto, questo invece è il bagno…”, eccetera.
Insomma se tutto è tirato a lucido e piace al Crawler, Google darà la sua approvazione e indicizzerà la nostra casa (beh, le nostre pagine web) nei risultati di ricerca. Più è in grado di raggiungere tutte le stanze e analizzarle correttamente, allora più alto sarà il numero di risorse che deciderà di mostrare agli utenti.

Una Sitemap, come dice il nome stesso, è la mappa di un sito web. Si tratta in pratica di un file contenente una lista ordinata delle URL che vogliamo indicizzare sui motori di ricerca.

Pensalo come un “aiuto”, una guida, o appunto una mappa che possiamo consegnare in mano al crawler per guidarlo nella scoperta di contenuti e pagine. Ovviamente questo è un passaggio fondamentale per la SEO di un sito, e pertanto va fatto a modino 🙂

Ora che abbiamo capito cosa è una Sitemap, guardiamola da un punto di vista tecnico.

Possono essere in due formati: HTML e XML.

Le Sitemap in formato HTML sono più delle risorse destinate agli utenti e a facilitare la navigazione.

Le Sitemap XML, invece, sono più interessanti a livello SEO, perchè sono loro a dialogare col motore di ricerca. Vediamo queste in particolare. Una Sitemap XML si presenta così:

<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<urlset xmlns="http://www.sitemaps.org/schemas/sitemap/0.9">
<url>
<loc>http://www.esempio.it/</loc>
<lastmod>2017-09-01</lastmod>
<changefreq>daily</changefreq>
<priority>0.8</priority>
</url>
<url>
<loc>http://www.esempio.it/contatti/</loc>
<lastmod>2017-07-21</lastmod>
<changefreq>monthly</changefreq>
<priority>0.3</priority>
</url>
</urlset> 

 

Come vediamo, all’interno del tag <url> si trovano queste informazioni:

  • <loc> è l’indirizzo URL della pagina.
  • <lastmod> contiene data e ora dell’ultima modifica. Può indicare allo Spider che la pagina è stata recentemente riaggiornata e quindi deve essere nuovamente scansionata.
  • <changefreq> dà la frequenza approssimativa di aggiornamento. Può essere always, hourly, daily, weekly, monthly, yearly o never.
  • <priority> indica un valore da 0.0 a 1.0 che possiamo assegnare noi alla pagina per identificare la priorità che vogliamo dargli rispetto alle altre.

In realtà solo il primo tag <loc> è obbligatorio, gli altri sono facoltativi ma caldamente raccomandabili.

Solitamente i CMS come WordPress hanno delle funzionalità interne che creano la Sitemap automaticamente, ma esistono anche dei generatori di Sitemap online che “masticano” il sito e “sputano fuori” il file, che potrai poi caricare nella directory tramite accesso FTP.

Il passo successivo consiste nel comunicare al motore di ricerca qual è la mappa del tuo sito: per Google si utilizza la Search Console andando su Scansione > Sitemap.

Vuoi essere un bravo padrone di casa quando Google ti verrà a trovare, vero? Non fargli trovare calzini sporchi in giro e prepara al meglio la Sitemap del tuo sito 😀

Condividi anche tu Google Tag Manager!

Hai ancora qualche dubbio?
Chiedi pure qui sotto, sarò pronto a risponderti!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *