Booooooooooooooooooooom!

Finalmente è arrivato. Il 12 Agosto 2020 alle 20:40 circa Google Tag Manager ha rilasciato uno dei più importanti aggiornamenti: il Server-Side Tag.

 

Premessa doverosa

Questa nuova tecnologia non sostituisce l’attuale funzionamento di Google Tag Manager e non è adatta a tutte le esigenze, per una serie di fattori che vedremo tra un attimo.

Quali sono questi fattori?

Possedere un know-how molto tecnico ed essere disposti a spendere dei soldini (il costo è proporzionale al traffico del sito, ma tieni conto una spesa di partenza di almeno 50€/mese).

Inoltre questa funzionalità è ancora in beta (ergo non è ancora definitivamente stabile ed è sconsigliato usarla nei siti di produzione).

Quindi, fai un bel sospiro di sollievo perché non devi necessariamente gettarti a capofitto nell’implementazione. Ma è bene che tu comprenda cosa significa questa nuovissima implementazione.

In questo articolo non troverai il tutorial di tutte le implementazioni del Server-Side GTM, ma ti darò una panoramica su cos’è e su come può esserti utile.

Psss… se ti interessa scendere nei dettagli, ti consiglio di registrarti al corso che troverai al link qui sotto (dove si andrà molto in profondità e dove vedremo una creazione ad hoc, il perché usare GTM server-side, l’impatto sul Cookiegeddon e GDPR, alcuni casi di reale utilizzo e così via).

Corso GTM Server-Side

L’annuncio del Server-Side alla SuperWeek 2020

Il Server-Side Tag è stato annunciato per la prima volta durante il SuperWeek 2020 di Gennaio dai Product Manager di GTM Brian Kuhn e Scott Herman.

Ricordo quel giorno come se fosse ieri.

Ero seduto in prima fila quando Brian e Scott iniziarono la loro presentazione con la slide “Performance & Security with Google Tag Manager“.

Perfomance and security with google tag manager

 

Ovviamente il focus del loro intervento era proprio sulla volontà da parte di Google di rendere più sicuro e performante l’utilizzo di Google Tag Manager.

Dopo qualche slide, Brian e Scott hanno parlato di uno degli elementi introdotti in GTM nel 2019: i Modelli (templates)

Si tratta di una funzionalità che, tra le altre cose, permette di avere un controllo del codice in GTM grazie alla Sandboxed JavaScript, un particolare ambiente di sviluppo sicuro e limitato.

Brian Kuhn e Scott Herman Product Manager at Google Tag Manager

 

Ok, tutto molto bello, i Modelli sono una figata, e sono un’innovazione che promette di aumentare le performance e la sicurezza delle nostre installazioni di GTM. 

Il tema successivo che Brian e Scott hanno sollevato è stato l’aumento progressivo del numero dei Tag presenti in ogni installazione di GTM. 

Ma da cosa è causato questo aumento?

Te lo spiego con un esempio: un e-commerce che vende ciambelle. 

Sì, le ciambelle di cui va ghiotto Homer Simpson.

homer simpson donuts

mmm ciambella

Normalmente, quando un utente clicca il pulsante “Aggiungi al Carrello la Ciambella di Homer”, dobbiamo realizzare i Tag per comunicare questa operazione a Google Analytics, Facebook, Hotjar e così via…

Pensa quanto sarebbe bello se –  quando l’utente clicca il pulsante –  ci fosse un unico Tag che viene eseguito, e che si occupasse lui di passare i dati ai vari servizi terzi come Google Analytics, Facebook, Hotjar…

Uh, certo che sarebbe bello, anzi bellissimo! 

Significherebbe moooolti meno Tag e meno “bordello” nella configurazione (ma soprattutto un bel po’ di ciambelle… “mmm ciambelle” cit.)

“Eh ok, buone le ciambelle ma… questa configurazione con un Tag unico si può fare davvero?”

Certo che sì! 

Con l’utilizzo dei Tag Server-Side 🙂

Che cosa diavolo è il Tag Server-Side?

Prima di capire che diavolo è il Server-Side dobbiamo fare un passettino indietro e comprendere prima che diavolo è il Client-Side 🙂

Uhhh… se hai già letto il mio libro dovresti già sapere di cosa parlo. 

Nel capitolo 9 e precisamente a pagina 290 spiego la differenza tra Tag Client-Side e Server-Side (nel caso volessi acquistare il libro, puoi farlo da questo link)  

Vediamo un po’ cosa dice la guida ufficiale di Google su come funziona il Server-Side tagging.

Come funziona il Tag Client-Side di Google Tag Manager

Il funzionamento di Google Tag Manager con i Tag Client-Side non potrebbe essere più semplice da spiegare: si tratta del “normale” Google Tag Manager che hai utilizzato fino ad oggi. 

Google schematizza il funzionamento di Tag Manager Client-Side con questa immagine:

 

server-side-tagging-website-client

Tutto chiaro, no? 😀

In realtà, non c’è nulla di particolarmente complesso: segui il mio ragionamento.

In aggiunta ai contenuti (page content) forniti dal web server (per capirci, il server dove risiede l’installazione di WordPress o qualsiasi altro CMS utilizzato), il sito web (example.com) ha anche GTM (Tag Manager web container) installato. 

Tag Manager attiva dei Tag, i quali –  a loro volta – chiamano dei servizi che risiedono in server esterni (Google Analytics, Google Ads, Facebook, etc).

Tutte le chiamate sono create e gestite dal browser stesso: per far sì che questo accada è necessario che ogni singolo Tag aggiunga nelle pagine del sito una serie di librerie JavaScript per poter eseguire le diverse chiamate ai servizi esterni (che corrispondono ai Tag).

Morale della favola:

  • Ogni singolo Tag presente nel website funziona tramite uno script installato su GTM che invia delle richieste ai server dell’azienda che fornisce il Tag (esempio: il tag di Hotjar invia informazioni tramite uno script ai server di Hotjar)
  • Ogni azienda fornitrice del Tag risponderà alle richieste provenienti dal website installando dei cookie (o altre cosucce) nel PC o nello smartphone dell’utente (esempio: Hotjar installa un cookie nel browser dell’utente)
  • Le due operazioni appena descritte (invio dei dati dallo script e risposta con installazione del cookie) avvengono tramite il browser dell’utente
  • Tutte queste operazioni sono tracciabili grazie ai bellissimi attivatori di GTM 

Cosa comporta questo:

  • L’azienda fornitrice di servizi (es. Hotjar) installa nel browser dell’utente  dei Cookie di prima/terza parte (oppure altre cosucce come LocalStorage, SessionStorage, IndexDB) per “ciucciare” (legalmente) alcuni dati dell’utente stesso
  • In questo contesto: 
    • sono possibili delle alterazioni degli script da parte dei browser
    • sono possibili dei blocchi delle richieste da parte dei browser (adBlock, Ghostery)
    • c’è la problematica del Cookiegeddon

Ottimo, ora che abbiamo ripassato il funzionamento Client-Side di Google Tag Manager, vediamo cosa cambia con l’avvento del Tag Server-Side.

Come funziona il Tag Server-Side di Google Tag Manager

Con l’arrivo del Tag Server-Side la logica di funzionamento di GTM cambia radicalmente. 

Ecco cosa la riporta la guida ufficiale.

 

server-side-tagging-website-with-server-side-tag

 

Chiaro pure questo, no? 😀

Vediamolo insieme con calma. 

Dal flusso riportato nell’immagine vediamo che c’è un nuovo elemento dal nome Server container, che è un nuovo tipo specifico di contenitore di GTM (lo vedremo più avanti).

In questo contesto, Tag Manager attiva un Tag (Web tag) che comunica al Server container quale evento (chiamato Client) è stato attivato.

Una volta ricevuto il Client, vengono attivati, sempre dal server, i Tag Server-Side (Google Analytics, Google Ads, Facebook, etc) i quali comunicano direttamente ai servizi esterni i dati di cui hanno bisogno.

Embè? Cosa cambia con il Server-Side?

Bene, ci sono un po’ di aspetti da considerare 🙂

Prima di tutto abbiamo meno script caricati nella pagina. Ed ecco svelato il significato del concetto di Performance contenuto nello speech di Brian e Scott alla SuperWeek.

Il secondo aspetto è il maggior controllo e la maggiore qualità dei dati.

Con il Server-Side, infatti, prima di passare le informazioni al servizio di terza parte (Google Analytics, Facebook, etc) possiamo “ripulire”, modificare e aggiungere le informazioni in questione. 

Ad esempio, possiamo integrare l’informazione relativa ad un singolo utente loggato con il valore del suo ordine medio, in modo da segmentare l’utente in questione.  

In aggiunta, l’avvento del Server-Side comporta minori rischi per quanto riguarda la perdita dei dati o, peggio ancora, il furto dei dati da parte di terzi (questo perché normalmente – ahimè – i dati sono esposti dal browser).

Ed ecco svelato il significato del concetto di Security dello speech di Brian e Scott.

Ma… quali sono i cambiamenti portati dal Server-Side tag in materia di ITP e Cookiegeddon?

Ti dico subito che l’argomento è complesso, ma da quello che vedo sembra proprio che l’avvento del Server-Side possa diventare progressivamente una soluzione solida al problema del Cookiegeddon.  

In ogni caso, il legame tra il tracking Server-Side e il Cookiegeddon è piuttosto articolato: te ne parlerò nel corso che trovi in fondo a questo articolo 😛

 

Il nuovo contenitore Server-Side

Per utilizzare la nuova funzione Server-Side avrai bisogno di utilizzare:

  • Un contenitore Web
  • Il nuovo contenitore Server (beta)

Whaaat? Due contenitori?

Sì, devi usarli entrambi. Ora, nel momento della creazione, all’interno della lista dei contenitori avrai ben cinque tipi di contenitori in Google Tag Manager:

google tag manager server side container

Tra questi cinque contenitori, avrai quindi a disposizione il nuovo contenitore con la gestione Server-Side.

Per far funzionare il contenitore Server-Side dovrai installarlo su un server. 

Attualmente l’unica scelta disponibile è l’utilizzo di Google Cloud Platform (GCP).

Che diavolo è Google Cloud Platform (GCP)

Senza entrare troppo nei dettagli, Google Cloud Platform (GCP) è una suite di servizi di cloud computing. Potremmo paragonarlo ai competitor Azure (Microsoft) e AWS – Amazon Web Services.

In sostanza, GCP è un servizio online che ti permette di gestire tutta una serie di strumenti per far funzionare dei servizi online, tra cui:

  • Storage
  • Computing
  • Networking
  • Operations
  • Tools
  • Big Data
  • Artificial Intelligence
  • Altri servizi

Una piccola curiosità: Google stesso utilizza GCP internamente per i suoi prodotti come Google Ricerca, Gmail e YouTube.

google cloud platform GCP

 

Google Cloud non è gratuito e i suoi piani sono di tipo Software as a Service (SaaS): in pratica più lo utilizzi e più spendi.

Per fortuna Google ci fa un piccolo regalo: se crei un nuovo account, hai un omaggio di 300$ di credito che puoi utilizzare nell’arco di un anno.

Oh, ma aspetta… quindi devo pagare per usare Google Tag Manager Server-Side?

Mmm… in realtà non devi pagare GTM. 

Pagherai il servizio di Google Cloud dove si appoggia (e, come ti dicevo, attualmente GCP è l’unica scelta disponibile).

L’integrazione con Google Cloud Platform

Una volta creato il nuovo contenitore di tipo Server-Side basterà scegliere la voce Automatically provision tagging server, collegare il tuo profilo di Google Cloud e iniziare a smanettare.

how to install google tag manager server side

Come ti dicevo, per ragioni di spazio in questo articolo non posso entrare nel merito di tutte le operazioni tecniche e di configurazione. 

La buona notizia è che ho realizzato un corso online dedicato proprio a questo tema: puoi saperne di più ed iscriverti cliccando sul pulsante verde qui sotto:

Corso GTM Server-Side

Quello che devi sapere sul dominio Server-Side

Di default quando colleghi il contenitore Server-Side di GTM a GCP viene automaticamente creato un sottodominio simile a questo:

https://gtm-nd4xp54-y4r3fx.uc.r.appspot.com

Come vedi, il dominio è appspot.com che è di proprietà di Google.

È consigliabile usare un sub-domain (dominio di terzo o quarto livello) del dominio del sito dove è installato GTM, così da gestire al meglio la parte dei cookie.

Ad esempio, sul sito www.tagmanageritalia.it il sottodominio di tracking potrebbe essere tracking.www.tagmanageritalia.it

(Mi rendo conto che si tratta di un tema un po’ complesso: a questo proposito ti consiglio di leggere l’articolo su Cookiegeddon).

Com’è strutturato il contenitore Server-Side

Nel contenitore Server-Side troverai i classici elementi:

Questi elementi si riferiscono alla parte Server-Side.

Attualmente tutto è predisposto per far funzionare Universal Google Analytics e Google App+Web. Sicuramente, grazie ai Modelli e alla Galleria della community, arriveranno altri Tag Server-Side.

Uh, e poi c’è il nuovo arrivato

  • Client

che (ovviamente dal nome) identifica la parte Client-Side.

Che diavolo è questo Client?

È il sistema di collegamento tra il contenitore Web (dove ci saranno i vari tag di Google Analytics, Facebook etc) e il contenitore Server. 

Come puoi vedere nell’immagine sottostante, il contenitore Web, attraverso i propri Tag Client-Side, invia le informazioni direttamente al contenitore Server; quest’ultimo intercetta i dati attraverso il nuovo elemento Client.

Una volta arrivate, le informazioni saranno poi gestite dal Tag Server-Side che si occuperà di comunicare direttamente con i servizi esterni (Google Analytics, Facebook etc) passando loro le informazioni in questione.

server side tagging how client works

Un Debug completamente diverso

L’interfaccia di debug e preview del contenitore di tipo Server-Side è completamente diversa rispetto a quella del contenitore web.

Il pulsante Preview (Visualizza Anteprima) apre una nuova finestra con elenco a sinistra che contiene tutti gli eventi che il server riceve dal client.

In ogni evento è possibile verificare quale Tag Server-Side è stato attivato e quali sono i parametri che gestisce.

 

debug google tag manager server side

 

Considerazioni finali

Il Server-Side è indubbiamente una vera rivoluzione a livello di tracking in GTM perché apre degli scenari completamente nuovi.

Grazie al Server-Side, l’implementazione e la gestione di ciò che si intende tracciare diventano più performanti e sicure. Proprio come Brian e Scott avevano promesso.

Roberto Guiotto - Scott Herman - Brian Kuhn - Matteo Zambon - Google Tag Manager per chi inizia

Roberto Guiotto – Scott Herman – Brian Kuhn – Matteo Zambon

 

Attenzione però, GTM Server-Side ha anche degli aspetti (se vogliamo) negativi, cioè non è completamente gratis e la sua implementazione richiede delle skill molto tecniche (da sviluppatore direi).

Devo preoccuparmi e mollare completamente GTM?

No, assolutamente. Puoi tranquillamente continuare con la gestione dei Tag Client-Side come hai sempre fatto.

Ha senso iniziare a smanettarci? 

Direi che vale lo stesso discorso per Google App+Web: è sicuramente il futuro, quindi faresti bene ad iniziare a metterci le mani da subito.

Il Server-Side sarà adatto a tutte le realtà?

Direi di no. C’è da valutare il costo/beneficio e sicuramente nelle piccole/medie realtà la gestione Server-Side potrebbe troppo onerosa sia a livello di gestione, sia a livello di investimento economico richiesto.

Ricordati inoltre che il Server-Side tagging è in beta, quindi ci saranno sicuramente dei bug e dei nuovi aggiornamenti che verranno rilasciati 🙂

Corso “GTM Server-Side”

Come già anticipato nell’articolo, viste le tante novità e i tanti parametri da gestire, ho preparato un corso online “GTM Server-Side”; il corso direrà circa due ore, dove vedremo insieme:

  • Che cos’è il tracking Server-Side e perché è stato introdotto
  • Gli strumenti necessari per il tracking Server-Side (Google Cloud, etc.)
  • Gli ambiti di utilizzo del tracking Server-Side: dove è opportuno utilizzarlo e quando è meglio NON utilizzarlo
  • Come creare e implementare da zero un contenitore GTM Server-Side
  • Come gestire Google Analytics in un sito di demo con il contenitore Server-Side
  • La gestione dei Cookie con il tracking Server-Side
  • La gestione della GDPR e il tracking Server-Side

Corso GTM Server-Side

Link utili

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