Tracciare Click in un sito su Google Analytics con Google Tag Manager

Riuscire a tracciare i click nel tuo sito è una parte fondamentale dell’analisi del comportamento dell’utente. Che siano su link interni o esterni, immagini, tab, pulsanti, download di file o altri elementi.

Da questo puoi capire l’efficacia dei contenuti ed eventualmente anche quali miglioramenti apportare ;)

In questa pagina trovi una raccolta di guide in cui ti spiego come fare a tracciare da Google Analytics i click degli utenti nel tuo sito.

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Se ti sei chiesto come si fa a tracciare chi scarica un file .ZIP sul tuo sito web, direi che ti trovi nel posto giusto 🙂 Ti spiego brevemente come farlo grazie a Google Tag Manager, in pochi e semplici step. Se cerchi come farlo in Google Analytics 4 trovi in fondo alla guida la soluzione. Step 1 – Attiva le variabili La prima cosa

In questa guida vedremo insieme come si fa a tracciare i click sugli Outbound Link (detti anche “Link Esterni”) presenti sul nostro sito web. Ovviamente, lo faremo con Google Tag Manager 😀 Come dici? Perché dovremmo tracciarli?   Beh, ci possono essere tanti motivi per cui mi interessa fare una cosa del genere. Ad esempio potrebbero essere dei link che rimandano a dei siti affiliati,

Se stai smanettando con Google Analytics 4 e in particolare con il Data Stream Web c’è una bella notizia per te 🙂 Facciamo prima un passettino indietro. In Google Universal Analytics tutto viene salvato nella Proprietà e l’origine del dato è grazie al codice identificativo di Universal (il famoso UA-XXXXXX-X). Il tracking è tutto completamente gestito attraverso una configurazione manuale, l’unica cosa che è automaticamente tracciato a livello di hit

Abbiamo già visto in un’altra guida come tracciare l’invio di form contatti attraverso un attivatore di tipo Modulo. Le cose cambiano però nel caso cui utilizzi il plugin Contact Form 7 per WordPress per creare moduli contatti. Infatti questo plugin, invece di eseguire il submit (ovvero il caricamento di un’altra pagina), invia una richiesta AJAX facendo comparire nella pagina stessa un messaggio che ci avvisa

Per semplificare il contatto da parte degli utenti, soprattutto da mobile, è buona norma collegare il numero di telefono della tua azienda pubblicato nel tuo sito ad un link in modo che, quando cliccato da un utente, avvii in automatico la telefonata. Questo è quello che intendiamo con “link Phone”. Ti spiegherò ora come utilizzare Google Tag Manager per tracciare quando un utente clicca sul link Phone ed

Tracciare anche i pulsanti e non solo i link? In questa guida ti spiegherò come fare. Per farlo dovremmo utilizzare un Attivatore di tipo click che gestisca tutti gli elementi. Successivamente dovremmo utilizzare un sistema univoco per identificare il pulsante. Solitamente i pulsanti hanno una classe o un ID che li identifica. Poniamo il caso che il pulsante abbia il valore class=”button”. Psss… per questa

Scommetto che Bitly non ha bisogno di presentazioni (o quasi). In fondo, è il tool di URL shortening più famoso al mondo. E a questo proposito ti svelo una chicca: Bitly è diventato popolare grazie a Twitter, perché l’ha utilizzato come sito di default per accorciare gli URL degli utenti, mandando in pensione TinyURL (un altro famoso tool di URL shortening). Ma veniamo alla pratica. Bitly è uno strumento online

I più nerd diranno che si tratta del linguaggio di programmazione per addestrare i bot, in realtà…. MQL è un acronimo che sta per “Marketing Qualified Lead” (in italiano, “contatto qualificato per il marketing”). Quindi, non prendere un colpo: in questo glossario ti parlerò ancora una volta di lead e non di bot e programmazione 😉 Cos’è un MQL Il Marketing Qualified Lead è un lead ritenuto più qualificato nel

La Lead Intelligence è un concetto semplicissimo da spiegare: si tratta del comportamento online di un lead. Né più né meno. Ho introdotto questo argomento nel mio glossario sul Lead Scoring, il sistema di assegnazione di punteggi per classificare i lead in base alle caratteristiche demografiche e soprattutto comportamentali. La Lead Intelligence, infatti, è uno dei pilastri del Lead Scoring: per classificare il valore di un lead — oltre a incasellarlo

Una volta scoperte le potenzialità della web analytics, è facile farsi prendere la mano e tracciare ogni singola azione che compie l’utente. E quando andrai a esaminare le informazioni raccolte, ti ritroverai davanti ad una marea di dati… da perderci la testa! 🙁 Questi casi vengono definiti Data Overload, ovvero un eccesso di dati. Che rischi si corrono? Se la tua attività e le tue scelte di mercato sono strettamente