Guide per Tracciare il Comportamento dell’Utente con Google Tag Manager

Analizzare il comportamento degli utenti sul tuo sito web ti serve a capire come questi interagiscono con esso e quindi anche a migliorare la loro esperienza di navigazione.

Ad esempio puoi tracciare e studiare i click non solo sui link, ma anche su altri elementi della pagina, capire quanto a lungo guardano i tuoi video, fino a dove “scrollano” la pagina, se tendono a rimbalzare subito dopo aver visitato il sito e mooooolto altro…

Non solo: puoi capire tante cose ad esempio anche sul comportamento cross-device di uno stesso utente ed esistono anche degli strumenti molto precisi che fanno un’analisi qualitativa dell’interazione sul sito grazie a heatmap, clickmap e addirittura registrazioni della sessione…! Incredibile, vero?

Naturalmente poi puoi utilizzare tutte queste nuove informazioni per capire quali sono eventuali problemi nel tuo sito, migliorare l’esperienza di navigazione e apportare modifiche per ottimizzare sempre di più il funnel di conversione :)

Ti ho incuriosito?
Qua in fondo trovi tutte le mie guide per tracciare il comportamento degli utenti su un sito web e per installare strumenti di tracciamento, sempre grazie a Google Tag Manager! :)

Tieniti sempre aggiornato, creo spesso nuove guide sull’argomento!

Abbiamo già visto in un’altra guida come tracciare l’invio di form contatti attraverso un attivatore di tipo Modulo. Le cose cambiano però nel caso cui utilizzi il plugin Contact Form 7 per WordPress per creare moduli contatti. Infatti questo plugin, invece di eseguire il submit (ovvero il caricamento di un’altra pagina), invia una richiesta AJAX facendo comparire nella pagina stessa un messaggio che ci avvisa

Fammi indovinare, stai già usando Hotjar e vorresti spingere l’integrazione con Google Analytics. Come possiamo fare? Ovviamente devi aver già configurato Hotjar con Google Tag Manager e avere a disposizione almeno una dimensione personalizzata. Devi sapere che, come per molti tool di web analytics, Hotjar utilizza un cookie per capire se sei un utente nuovo o di ritorno. Dentro alle statistiche di Hotjar è presente un valore

Come annunciato nei miei due webinar del 13 e del 15 marzo 2019, un enorme asteroide ha colpito il mondo della web analytics con conseguenze disastrose sui cookie (almeno per come eravamo abituati): si tratta del Cookiegeddon. Ma cos’è ‘sto Cookiegeddon? Oh, presto detto. Non è altro che una serie di regole che limitano l’utilizzo dei cookie. Naturalmente, Cookiegeddon è un nome di fantasia (ispirato al

Facciamo una piccolissima premessa 🙂 Esistono molti modi per tracciare l’invio di un form tramite Google Tag Manager. Puoi ad esempio usare l’attivatore nativo dedicato al form (a patto che il form esegua il submit della pagina) oppure è possibile utilizzare l’attivatore di tipo elemento di visibilità. Nei casi in cui siano installati particolari moduli su WordPress puoi usare delle altre guide (come Contact Form 7). In questa guida vedremo

In passato ti ho parlato di cosa sia e cosa serve Google Optimize. Oggi voglio mostrarti come installare questo strumento con Google Tag Manager. Beh, e che ci vorrà Matteo? Un Tag e via! E invece no. No, perché l’installazione di Google Optimize tramite GTM può creare un problema di flickering. Flickering, che? Il flickering è quel fenomeno che accade quando un utente entra all’interno del tuo

Hai mai sentito parlare di Real User Monitoring o più comunemente chiamato RUM? Intanto ti posso dire ha a che fare con la velocità di caricamento della pagina e tutti noi sappiamo che ormai è dichiaratamente un fattore di ranking lato SEO per il buon Google (oh, ma ce l’ha anche per le campagne di advertising come Google Ads o Facebook Ads). Caricamento di una pagina web lato tecnico Ci

Premessa: questo glossario è stato ispirato dal video di Giorgio Tave (Taverniti). Che cos’è la voice search? La voice search (o vocal search) permette agli utenti di interrogare il motore di ricerca utilizzando la propria voce, senza dover digitare la query. Vabbè, la faccio semplice: “Ok, Google!”. Capito cosa intendo, no? 🙂 Sarà capitato sicuramente anche a te di andare di fretta o di essere troppo indaffarato per poter utilizzare

Utilizzi delle pagine AMP per i contenuti del tuo sito web? Sapevi che prima lo stesso utente che navigava sulla pagina AMP e poi sul tuo sito veniva considerato come due utenti diversi? Bel problema per il tracciamento… però dal 6 settembre 2017 (quindi un po’ di tempo fa) le cose sono cambiate. Infatti Google ha implementato una nuova funzionalità, Google AMP Client ID API,

Gestire il Cross Domain (o Interdominio) con Google Tag Manager è veramente semplice 🙂 Come ben saprai, se non gestisci il Cross Domain avrai due valori nel Client ID diversi e quindi non riuscirai a capire se l’utente che passa da un sito all’altro è lo stesso oppure no. Ad esempio shop.miosito.it e miosito.it.

Questa guida risale prima che Google Tag Manager creasse l’attivatore e le variabili integrate per il tracciamento di video su youtube. Inoltre, se hai disattivato i cookie di YouTube come ti ho spiegato nel mio #barbatrucco, per tracciare i video col nocookie ora dovrai seguire quest’altra guida. Nonostante questo aggiornamento ho voluto mantenere questo articolo e non cancellarlo, perché in fondo è pur sempre una soluzione