Da quando hai configurato la Consent Mode v2 (CM v2) hai notato cali improvvisi o anomali nel traffico e nelle audience di Google Ads?

Confrontandomi con la community internazionale di digital analyst, ho appurato che è un problema diffuso, e dopo aver effettuato centinaia di test e implementazioni sono riuscito a capire e isolare le motivazioni.

Vediamo quindi i risultati dei miei test, quali sono le cause e le soluzioni che puoi adottare per riprendere il controllo ottimale dei costi e delle conversioni delle tue campagne di remarketing con Google Ads, rispondendo a domande come:

  • In quali circostanze (e per quali ragioni) si verifica un calo del traffico e delle audience in Google Ads dopo l’implementazione della CM v2?
  • È davvero la CM v2 la responsabile o ci sono altri fattori in gioco?
  • Esistono strategie e soluzioni concrete per mitigare l’impatto della Consent Mode v2 sulle performance delle campagne di remarketing di Google Ads?
  • In che modo posso assicurarmi che gli strumenti di tracciamento siano configurati correttamente per lavorare con la Consent Mode v2 e prevenire future discrepanze nei dati?

Ecco cosa approfondirò in questo articolo:

  • Il problema delle guide ufficiali di Google e i nuovi parametri specifici della CM v2
  • Caso 1: Calo del traffico e delle audience di Google Ads senza aver implementato la Consent Mode V2
  • Caso 2: Calo del traffico e delle audience di Google Ads dopo l’implementazione della Consent Mode V2
  • I parametri della Consent Mode v2 di GA4 e Google Ads per il tuo remarketing che devi gestire nel modo corretto

Iniziamo!

P.S.: Per i più coraggiosi ho pubblicato una versione di questo articolo che scende nel dettaglio tecnico del problema e delle soluzioni al problema del calo del traffico e delle audience Google Ads in seguito alla configurazione della CM v2.

Se sei tra questi impavidi tecnici, qui trovi il mio articolo specifico (in inglese).

Premessa: i concetti chiave della CM v2

Prima di procedere oltre, se non lo hai già fatto, ti consiglio vivamente di leggere la mia guida completa sulla Consent Mode v2, in cui ti spiego tutto (ma proprio tutto) sulla nuova CM v2 (e sulla Consent Mode in generale).

In generale, prima di proseguire nella lettura devi tenere a mente alcuni concetti chiave.

Puoi configurare la CM v2 in due modi:

  • configurazione BASE (se gli utenti negano il consenso ai cookie, non vengono inviati dati a Google, neanche in forma aggregata o anonima)
  • configurazione AVANZATA (i dati vengono inviati in forma aggregata e non identificativa anche se l’utente non accetta i cookie)

La CM v2 prevede due nuovi parametri, fondamentali se vuoi continuare ad usare le conversioni di Google Ads nella configurazione Avanzata:

  • ad_user_data: parametro che gestisce il consenso relativo alla raccolta e all’uso dei dati degli utenti per scopi pubblicitari
  • ad_personalization: parametro che riguarda nello specifico il consenso alla personalizzazione degli annunci (ad esempio per il remarketing di Google Ads)

N.B.: forse ribadisco l’ovvio, ma solo se l’utente ha dato il consenso ai cookie potrai utilizzare i dati degli utenti per alimentare le tue campage di remarketing.

Il problema delle guide ufficiali di Google e i nuovi parametri specifici della CM v2

In questo scenario purtroppo la documentazione ufficiale di Google non aiuta a fare chiarezza.

Ecco perché mi raccomando sempre di non delegare la corretta implementazione e funzionamento della CM v2 al solo controllo e confronto con le guide e documentazioni ufficiali di Google, perché esse risultano essere piuttosto generiche.

Allo stesso modo, le guide all’implementazione della CM v2 realizzate dalle principali Consent Management Platform (CMP) propongono soluzioni incomplete o “conservative”, con la conseguenza di raccogliere meno dati meno numerosi e precisi, a discapito delle performance delle campagne pubblicitarie aziendali.

In particolare, la prima parte della documentazione pubblicata da Google Tag Manager relativa alla CM v2, oltre al già menzionato parametro specifico introdotto con la CM v2 per gestire il consenso alla personalizzazione degli annunci (ad_personalization), riporta un altro parametro che permette di raggiungere il medesimo risultato (allow_ad_personalization_signals).

Viceversa, la documentazione pubblicata da Google Ads spiega come usare il parametro allow_ad_personalization_signals per disabilitare la personalizzazione degli annunci, ma non menziona nulla riguardo il nuovo parametro ad_personalization.

Google di fatto ha creato due parametri che fanno la stessa cosa, ossia gestire la personalizzazione degli annunci:

  • il parametro allow_ad_personalization_signals è stato introdotto per il solo scopo di essere raccolto e visualizzato all’interno della piattaforma GA4, e per questa ragione non ha un impatto sulle prestazioni delle campagne di remarketing di Google Ads
  • viceversa, il parametro ad_personalization è stato introdotto nello specifico per gestire il consenso alla personalizzazione degli annunci per la CM v2, e per questa ragione influenza direttamente le prestazioni delle campagne di remarketing

Se usati insieme, i due parametri possono andare in conflitto, rischiando di generare discrepanze nei dati, inspiegabili cali di traffico e nelle audience di remarketing di Google Ads e conseguenti aumenti di costi pubblicitari a causa di un targeting meno efficiente.

Come usare i due parametri senza danneggiare la precisione dei dati che raccogli dalle tue campagne online?

La sovrapposizione dei compiti dei due parametri ad_personalization e allow_ad_personalization_signals è responsabile di eventuali cali nel traffico e nelle audience di remarketing nei tuoi report in GA4 e Google Ads?

Ora ti spiego in dettaglio le due principali ragioni per cui potresti aver notato un calo nel traffico e nelle audience di Google Ads in seguito al rilascio della CM v2 e ti mostro come risolvere il problema.

Caso 1: Calo del traffico e delle audience di Google Ads senza aver implementato la Consent Mode V2

“Matteo, ma io non ho toccato nulla, non ho implementato la Consent Mode v2, eppure ho notato un calo improvviso”…

La risposta breve è… il calo è dovuto proprio alla mancata configurazione della CM v2! 🙂

Infatti, l’arrivo della CM v2 non è dovuto a motivi tecnici.

Viceversa, è stata introdotta in conseguenza dell’entrata in vigore del Digital Markets Act, la normativa europea nata con lo scopo di limitare il monopolio delle grandi piattaforme online, identificate come “gatekeepers”.

In questo contesto e in qualità di gatekeeper, entro Google era obbligato a offrire un sistema di gestione dei consensi degli utenti che impedisse di usare a fini pubblicitari i dati personali degli utenti che non avevano espresso il loro consenso al trattamento per finalità di marketing.

Per tutelarsi, dal 6 Marzo 2024 Google ha quindi reso obbligatoria l’implementazione della Consent Mode v2 per tutti i professionisti del web che vogliono continuare a raccogliere dati di qualità e numerosi e a lanciare campagne remarketing con Google Ads.

In altre parole, se dal 7 marzo a oggi NON hai implementato e ottimizzato la CM v2 per il tuo e-commerce, landing page o sito web, le tue dashboard di Google Ads in merito ai dati raccolti potrebbe assomigliare a questo grafico.

In sostanza: No CM v2 = Meno dati = No remarketing.

In questo caso la soluzione è semplice: implementa subito la CM v2!

Se vuoi farlo in autonomia, ti consiglio di seguire il videocorso pratico “Clear Consent v2” che trovi all’interno di Analytix School, la nostra nuova scuola formativa! 🙂

Caso 2: Calo del traffico e delle audience di Google Ads dopo l’implementazione della Consent Mode V2

Vediamo ora il caso più anomalo in cui:

  • hai implementato la CM v2, per i primi giorni i grafici e report in Google Ads e GA4 riportavano quantità e qualità di dati nella norma
  • ma dopo qualche tempo hai notato un crollo improvviso delle hit (interazioni sul tuo e-commerce, landing page, ecc.) del Tag di remarketing di Google Ads.

Sono sincero, mi ci sono voluti diversi test e analisi su molti account Google Ads e GA4 diversi per risolvere il mistero e trovare una soluzione.

Vediamo tutto con un esempio concreto basato sul caso studio reale di un account di un cliente di Tag Manager Italia.

L’immagine qui sotto mostra un report del Tag di conversione di Google Ads (con una finestra temporale di 30 giorni).

Se osservi la linea blu relativa al numero di hit registrate e provenienti dalle campagne Google Ads, noterai che l’andamento mostra alti e bassi regolari, ma in media sempre attorno alle 40.000 hit.

A partire dal 15 Marzo si verifica un calo netto e improvviso (indicato dalla freccia rossa).

Questa immagine invece mostra lo stesso report, dello stesso account Google Ads, con la medesima finestra temporale di 30 giorni, ma relativa a un’analisi effettuata non il 15 Marzo, bensì qualche giorno dopo (il 19 Marzo):

Cosa noti?

Nella prima immagine, le hit del 13 Marzo sono meno di 40.000.

Nella seconda immagine, le hit del 13 Marzo sono diventate 45.570.

Questa discrepanza è dovuta a un ritardo nella visualizzazione delle informazioni corrette nell’interfaccia utente (UI) del report.

Facciamo una ulteriore verifica per accertarci che questa teoria sia corretta.

Come puoi vedere, il 22 Marzo il numero delle hit dello stesso account Google Ads arrivano a 55.134.

Dando un’occhiata all’andamento delle linee blu relative ai dati relativi alle audience delle campagne dell’account, come puoi vedere non si registrano cali:

A questo punto, puoi tirare un sospiro di sollievo: si tratta solo di un ritardo!

Aspetta qualche giorno… e come per magia, le tue hit saranno tornate ai livelli precedenti.

Tutto a posto quindi?

Ehm, quasi…

Ora ti mostro alcuni trucchi del mestiere utili a mettere in cassaforte l’efficacia del tuo remarketing con Google Ads e l’accuratezza delle tue analisi anche dopo l’implementazione della Consent Mode v2 e senza il rischio di vedere un giorno un calo erroneo di dati.

I parametri della Consent Mode v2 di GA4 e Google Ads per il tuo remarketing

Per gestire correttamente la Consent Mode V2, devi tenere monitorati numerosi parametri nei tuoi report in GA4, tra cui:

  • gcs (Google Consent Status): indica se l’utente ha acconsentito o meno al trattamento dei dati da parte di Google.
  • gcd (Google Consent Default): specifica il consenso predefinito per l’utente se non ha espresso una scelta.
  • gcu (Google Consent Update): segnala se il consenso dell’utente è stato aggiornato rispetto all’ultima volta.
  • gcut (Google Consent Update Type): indica come il consenso dell’utente è stato aggiornato (ad esempio, tramite un banner o un’impostazione del browser).
  • dma (Digital Markets Act): indica se il trattamento dei dati è conforme al Digital Markets Act (DMA)
  • npa (Non Personalized Ads): segnala se l’utente ha richiesto di non ricevere annunci personalizzati.

Non ti spaventare, ora ti semplifico e specifico tutto senza andare troppo nel tecnico.

Il parametro a cui devi prestare attenzione per verificare che il tuo remarketing di Google Ads stia funzionando a dovere (e non trovarti con cali improvvisi del traffico nei tuoi report) è NPA.

Nello specifico, i valori del parametro NPA che devi monitorare in GA4 sono due:

  1. Valore di NPA = 0: Google può personalizzare gli annunci e il remarketing di Google ADS funziona
  2. Valore di NPA = 1: Google non può personalizzare gli Annunci e il remarketing di Google ADS non funziona

Ricordi i due parametri per la gestione della personalizzazione delle campagne advertising che ho citato all’inizio di questo articolo (allow_ad_personalization_signals e ad_personalization)?

Ottimo, ora vediamo come evitare che i valori dei due parametri entrino in conflitto, disabilitando la personalizzazione degli annunci e di registrare così un calo di dati nei tuoi report).

Se non hanno gli stessi valori, il valore di NPA sarà 1 (ovvero il tuo remarketing non starà funzionando correttamente, e quindi potresti notare un calo del traffico e delle audience nei tuoi report).

In questo caso, la soluzione che ho testato, validato e che ti consiglio di implementare per evitare o risolvere il problema del “blocco” della personalizzazione degli annunci e sul calo dei dati registrati è:

  • vai all’interno delle impostazioni del Google Tag sul tuo contenitore Google Tag Manager
  • imposta il valore di allow_ad_personalization_signals sempre su TRUE
  • usa ad_personalization per la gestione della personalizzazione degli annunci

Conclusioni

Fammi sapere nei commenti se hai registrato anche tu nei tuoi account GA4 e Google Ads dei cali anomali di traffico e di dati relativi alle audince, o se la soluzione che ti ho mostrato ha funzionato🙂

Prima di salutarti ti regalo un ultimo “tips”.

Se vuoi avere la certezza matematica di non visualizzare discrepanze e dati errati nei tuoi report e account di GA4 e Google Ads, allora la ciliegina sulla torta che ti consiglio caldamente di aggiungere al tuo sistema di tracking è il tracciamento Server-Side tramite Google Tag Manager.

Come ho descritto e mostrato in diversi casi studio su progetti di Digital Analytics di nostri clienti, il tracciamento Server-Side ti consente di arrivare fino a un 96% di accuratezza dei dati tracciati nei tuoi report e su cui potrai basare le tue analisi e strategie vincenti di marketing.

Se desideri approfondire il tema del tracciamento Server-Side per le tue campagne marketing e advertising:

Se invece vuoi andare ancora più in profondità su come gestire correttamente e in autonomia la CM v2 e continuare ad avere un remarketing di Google Ads performante ed efficace, ti consiglio di valutare il mio videocorso pratico “Clear Consent v2”.

A presto e… buon Tag!

 

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