Tracciare Eventi in Google Analytics con Google Tag Manager

Sono tanti gli eventi che puoi tracciare su Google Analytics grazie all’aiuto di Google Tag Manager.

Ad esempio: click su link, immagini, pulsanti, ma anche le visualizzazioni di video, lo scrolling della pagina, l’invio di moduli di contatto… puoi persino capire se qualcuno sta copiando dei testi dalla tua pagina web!

Perché dovresti fare tutto ciò? La risposta è molto semplice: capire come gli utenti si muovono sul tuo sito ti aiuta a ottimizzare e migliorare la performance globale ;) se segui le mie guide potrai scoprire tante chicche e #barbatrucchi sull’argomento.

Leggile e contattami per qualsiasi dubbio o anche per darmi dei suggerimenti!

Premessa: questa guida ha avuto come ispirazione l’articolo di Mikko Piippo (trovi il link alla fine) che ho avuto il piacere di conoscere al primo MeasureCamp di Milano 2018 (qui trovi un mio articolo e il video del mio speech) In questa guida approfondiamo un tema che sicuramente avrai già visto, ovvero il problema del Bounce Rate. Facciamo un giochino. Se la frequenza di rimbalzo (bounce rate) è troppo bassa (sotto

I più nerd diranno che si tratta del linguaggio di programmazione per addestrare i bot, in realtà…. MQL è un acronimo che sta per “Marketing Qualified Lead” (in italiano, “contatto qualificato per il marketing”). Quindi, non prendere un colpo: in questo glossario ti parlerò ancora una volta di lead e non di bot e programmazione 😉 Cos’è un MQL Il Marketing Qualified Lead è un lead ritenuto più qualificato nel

La Lead Intelligence è un concetto semplicissimo da spiegare: si tratta del comportamento online di un lead. Né più né meno. Ho introdotto questo argomento nel mio glossario sul Lead Scoring, il sistema di assegnazione di punteggi per classificare i lead in base alle caratteristiche demografiche e soprattutto comportamentali. La Lead Intelligence, infatti, è uno dei pilastri del Lead Scoring: per classificare il valore di un lead — oltre a incasellarlo

Come ben saprai, conoscere il comportamento di un utente all’interno del tuo sito è fondamentale. Perché più informazioni hai, più puoi migliorare il tuo tasso di conversione 🙂 E poi — diciamoci la verità — non ti senti un po’ 007 quando tracci i PDF scaricati o la percentuale di video visualizzata? Io sì, non per niente ho inventato lo Spy Tool 😛 Scherzi a parte (no, in realtà non

I lead non sono tutti uguali! Sembra uno slogan pubblicitario, ma è così. In quel grande calderone del Funnel, è fondamentale catalogare i lead in base al loro grado di interesse nei confronti del brand. Altrimenti i tuoi contatti sembreranno un gran fritto misto e non riuscirai a distinguere quali sono più vicini all’acquisto e quali, invece, hanno bisogno di essere ancora lavorati. Ma come si fa a catalogare i

Una volta scoperte le potenzialità della web analytics, è facile farsi prendere la mano e tracciare ogni singola azione che compie l’utente. E quando andrai a esaminare le informazioni raccolte, ti ritroverai davanti ad una marea di dati… da perderci la testa! 🙁 Questi casi vengono definiti Data Overload, ovvero un eccesso di dati. Che rischi si corrono? Se la tua attività e le tue scelte di mercato sono strettamente

Mai sentito parlare di Mixpanel? È un tool per la web analytics che analizza il comportamento degli utenti all’interno di un sito web. Nello specifico, questo tool traccia le azioni che compiono gli utenti dal momento in cui atterrano sul tuo sito fino a quando abbandonano la pagina; inoltre, assegna un ID per permetterti di identificare anche gli utenti di ritorno. Fino a qui promette bene vero? Ma aspetta. Una

Fammi indovinare: hai implementato la Chat di Facebook con Chatfuel nella tua pagina Facebook e la vorresti avere anche sul tuo sito, non è vero? 😃 Nessun problema, ho qui la guida che fa per te. STEP 1 – Seleziona il bot Se non lo hai già fatto, devi collegare Chatfuel alla tua pagina Facebook e creare un bot. Ricorda che per farlo dovrai essere l’admin della pagina Facebook che vuoi collegare. A

Oggi scoprirai una cosuccia che probabilmente non conoscevi 🙂 In questa guida vedremo come installare il pixel di Pinterest con Google Tag Manager! Vedrai è più facile farlo che spiegarlo (come sempre). Partiamo con gli step! STEP 1 – RECUPERA LO SCRIPT DA INSTALLARE La prima cosa che ti serve è creare ‘sto Pixel. Quindi se non sei in possesso di un account Pinterest, devi muoverti ad iscriverti sulla piattaforma.

Scommetto che anche tu fai comparire un pop-up all’interno del tuo sito, per invogliare gli utenti a iscriversi alla newsletter. Tutto molto bello, ma può darsi che il popup stia apparendo anche a quelli che sono già iscritti e ti seguono fedelmente 😉 Questo può essere frustrante, soprattutto per quanto riguarda l’esperienza dell’utente. Con questa guida voglio regalarti il mio #barbatrucco per evitare che un lettore della tua newsletter si veda