iOS 17 è l’ultimo aggiornamento realizzato da Apple per i suoi dispositivi e porta con sé una novità che avrà un importante impatto sul modo in cui traccerai e analizzerai dati dei click sui link delle tue campagne online: la Link Tracking Protection (LTP).

La Link Tracking Protection è una funzionalità che rimuove i parametri di tracciamento da un URL (ad esempio il parametro gclid, che permette di tracciare e conteggiare le conversioni provenienti da Google Ads, o il parametro fbclid di Facebook Ads) se l’utente clicca su un link tramite iMessage, Mail e Safari Private Browser.

In pratica, a causa della LTP sui dispositivi Apple sarà più difficile, in particolare:

  • monitorare il corretto percorso di navigazione e di conversione degli utenti sul tuo e-commerce
  • attribuire con precisione le conversioni e le interazioni degli utenti a specifiche campagne di marketing
  • segmentare correttamente il tuo pubblico e mostrare annunci personalizzati alle persone giuste
  • ottimizzare le proprie strategie pubblicitarie
  • tracciare dati in quantità e qualità completi per prendere decisioni di marketing efficaci

Una nuova “batosta” che toglie ulteriore accuratezza ai dati raccolti e analizzati e che va ad aggiungersi alla lunga lista iniziata nel 2017 con la Intelligent Tracking Protection (ITP) di iOS 11 (l’inizio del Cookiegeddon), e proseguita poi con gli altri aggiornamenti chiave per digital analyst e digital marketer di iOS 14 e iOS 15.

Anche si applicherà solo se l’utente sta utilizzando la modalità di navigazione in incognito del browser Safari e non avrà alcun impatto su altri browser (come Firefox o Chrome), l’introduzione della LTP avrà un impatto significativo sull’efficacia delle tue campagne marketing e advertising se si considera che:

  • Safari è il secondo browser più usato al mondo (19,88% degli utenti, secondo la fonte statcounter.com)
  • Apple detiene la più grande quota di mercato tra i client di email (57,66%, secondo la fonte ).

Cosa cambia in concreto con la LTP di iOS 17?

Il sistema LTP sarà in grado di identificare e rimuovere automaticamente sui dispositivi Apple alcuni parametri di tracciamento aggiunti agli URL.

Facciamo un esempio.

Supponiamo che un utente clicchi sul link di una tua campagna Google Ads.

PRIMA DELL’ARRIVO DELLA LINK TRACKING PROTECTION

L’utente atterra sul tuo e-commerce e l’URL di destinazione ha un aspetto di questo tipo:
tuosito.com/?s=google+ads&campaignid=123456789&keyword=parola%20chiave&gclid=xxxxxxxxxx

Dopo essere arrivato sulla pagina del tuo e-commerce, l’utente effettua un acquisto (conversione).

DOPO LA LINK TRACKING PROTECTION

L’URL di destinazione viene spogliato del parametro chiave di tracciamento, diventando simile a questo:
tuosito.com/?s=google+ads&campaignid=123456789&keyword=parola%20chiave

Come vedi, in questo esempio il parametro gclid (che come abbiamo visto fa riferimento alle campagne di Google Ads) è stato rimosso.

In questo modo, con l’avvento di iOS17 e della Link Tracking Protection diventa di fatto impossibile:

  • attribuire la conversione effettuata dall’utente al corretto canale advertising e alla specifica campagna che l’hanno generata
  • attivare azioni di remarketing in Google Ads o Facebook Ads efficaci sugli utenti che hanno completato una conversione dopo aver interagito con una specifica campagna advertising o di Email Marketing.

Quali parametri vengono rimossi e quali rimangono con iOS 17?

Ecco i parametri di tracciamento che verranno rimossi:

– gclid – Google Ads
– dclid – Google Display Network
– fbclid – Facebook Ads
– twclkd – Twitter Ads
– msclkid – Microsoft Ads
– mc_eid – Mailchimp
– igshid – Instagram

Ecco invece i parametri che rimangono:

– UTMs – Urchin Tracking Module (GA4)
– pk_* – Piwik
– piwik_* – Piwik
– mtm_* – Matomo
– hsa_* – Hubspot
– epik – Pinterest
– ef_id – Adobe Advertising Cloud
– s_kwicid – Adobe Analytics
– dm_i – dotdigital
– _branch_match_id – Branch
– mkevt – eBay
– campid – eBuy
– si – Spotify
– _bta_tid – Bronto
– _bta_c – Bronto

In pratica, la LTP rileva nelle email, nei messaggi e nella modalità di navigazione in incognito del browser Safari i parametri di tracciamento relativi agli strumenti di advertising e di Email Marketing e li rimuove automaticamente dagli URL una volta che un utente ha cliccato sul link stesso,.

Cosa fare ora per gestire i tracciamenti delle tue campagne?

Fortunatamente, non tutto è perduto.

Come avrai notato, (per il momento) i parametri UTM NON sono colpiti dalla LTP, e rimangono una delle soluzioni più efficaci per tracciare informazioni utili sul canale online e sulla campagna che hanno generato traffico e conversioni sul tuo e-commerce.

Quindi, la prima regola d’oro è quella di implementare e utilizzare sempre parametri UTM nelle tue campagne advertising e nelle tue campagne di Email Marketing per analizzare i relativi dati in GA4.

Ricordati che se vuoi utilizzare i parametri UTM nel modo corretto devi rispettare la naming convention (ossia, la nomenclatura specifica utilizzata da GA4 per raccogliere dati ordinati e chiari nei tuoi report) con cui GA4 raggruppa i diversi canali di traffico (Channel Grouping).

In questo modo non avrai decine e decine di sorgenti (Source) e mezzi (Medium) diversi, ma avrai un raggruppamento corretto e pulito delle fonti di traffico per fare analisi accurate.

Oltre a ciò, puoi usare altri “barbatrucchi” (ossia, i nostri personali trucchi del mestiere che usiamo in Tag Manager Italia) per neutralizzare il problema che ho condiviso qui, tra cui:

  • usare Bit.ly (dove possibile) o altri URL shortener (soluzione semplice ma efficace)
  • utilizzare dei domini custom, creati ad hoc per mappare l’acquisizione del traffico in specifici contesti
  • usare parametri custom (e convertirli in UTM in GTM)

Nel caso avessi dubbi o domande in merito ai “barbatrucchi” che puoi usare per arginare i danni del Link Tracking Protection di iOS 17 ti aspetto nei commenti qui sotto 🙂

A presto e… buon Tag!

P.S.: Questa news ti è stata utile?

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Il nostro team è a tua disposizione per rispondere a tutte le tue domande in merito ai nostri servizi di consulenza su Web e Digital Analytics 😉

 

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  • Reply

    Davide

    19 10 2023

    Ciao Matteo,

    Anche per le campagne Google ads il consiglio è quindi quello di utilizzare degli utm personalizzati e non la codifica automatica?

    grazie mille

  • Reply

    Jacopo

    17 10 2023

    Ci mancava pure questa! Ma in Google Ads gli UTM non sono attivi di default?

    • Matteo Zambon

      17 10 2023

      Nope, c’è il gclid di default 🙂

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