[Aggiornata il 4 Marzo 2018]

Se sei qui è perché ti sei (sicuramente) chiesto come riuscire ad estrapolare il Client ID di Google Analytics con Google Tag Manager.

Il report su Google Analytics

Devi sapere che in realtà esiste un report in GA che visualizza i Client ID. Ahimè però ha dei limiti, perché la dimensione ID Cliente (sì, si chiama così in italiano) non è gestibile nei report personalizzati.

Figo, dove trovo ‘sto report?

Trovi il report andando qui: Pubblico > Esplorazione Utente.

Dovresti vedere una cosa simile a questa:

guida client id - report google analytics

Ok, bello, ma se volessi gestire meglio questo Client ID come diavolo faccio?

Semplice 🙂

Lo estrapoliamo con una variabile personalizzata, la diamo in pasto al dataLayer di Google Tag Manager e poi BOOOM lo spariamo in Analytics (o dove vogliamo, nel CRM, nell’Email Marketing, su un nostro database, ecc…).

Sei pronto? Iniziamo 🙂

Step 1 – Creiamo la variabile personalizzata

Dunque, primo step: estrapoliamo il valore del nostro Client ID di Google Analytics e lo mettiamo in una (bellissima) Variabile JavaScript personalizzata che chiameremo ClientID (sì, siamo originali).

  • Variabili > Variabili definite dall’utente > Nuova > Configurazione variabile.
  • Tipo di Variabile: JavaScript personalizzato.
  • Inserisci questo codice:
function() {
  try {
    var trackers = ga.getAll();
    var i, len;
    for (i = 0, len = trackers.length; i < len; i += 1) {
      if (trackers[i].get('trackingId') === {{gaID}}) {
        return trackers[i].get('clientId');
      }
    }
  } 
  catch(e) {  
  return 'false';
  }
}

  • Nome della Variabile: ClientID.

{{gaID}} è una variabile di tipo costante che contiene il Tracking ID (UA-XXXXXXX-X). Se non ti ricordi come fare, ecco la guida su come configurarla.

step1 - creazione variabile client id google tag manager

Come noterai, se non si trova il Client ID, la funzione spara un bel “false” come valore.
(Potresti cambiarlo con qualcosa di più simpatico se vuoi, come ad esempio “noooo” con quattro “o“).

Step 2 – Verifichiamo la variabile che contiene il Client ID con il debug

Ahimè, devo darti una brutta notizia. Cioè, forse meglio che te la faccia vedere.

Abilitiamo il Debug di Google Tag Manager e andiamo in preview.

Sul primo evento, ovvero il Pageview, la variabile è false.

step2 - debug pageview - variabile client id google tag manager

Ok, e quindi?

Quindi Google Analytics deve ancora associare il valore del Client ID. Non possiamo utilizzare questo evento. Passiamo al prossimo il DOM:

step2 - debug DOM - variabile client id google tag manager

Naaaaa, nemmeno qui la variabile con il Client ID è inizializzata. Non ci rimane che il Window Load:

step2 - debug window load - variabile client id google tag manager

Bingo!

Abbiamo la nostra bellissima variabile con il Client ID!

Ok, e cosa significa?

Significa che se vuoi passarlo in una Dimensione Personalizzata di GA dovresti farlo quando la pagina è caricata e, quindi, non nel Tag di GA attivato nel Pageview. Ergo, dovresti creare o un evento (magari con hit da non interazione a true) o un’altro hit di pagina (virtual page, ma impatterà sulla frequenza di rimbalzo).

Se vuoi passarlo ad altri strumenti (CRM, database, email ecc…) dovresti farlo sempre in questo evento.

Ricorda che per rendere effettive tutte le modifiche devi sempre cliccare il pulsante blu “Invia” e pubblicare il nuovo contenitore.

Cosa ne pensi? Hai bisogno di altri esempi pratici? Lasciami un commento (e, sì, iscriviti anche alla newsletter) e aggiornerò questa guida con altri esempi.

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  • Reply

    Gianmarco Tonini

    08 06 2018

    Ciao Matteo, in fondo all’articolo hai scritto:
    “Ergo, dovresti creare o un’evento (magari con hit da non interazione a false) o un’altro hit di pagina (virtual page, ma impatterà sulla frequenza di rimbalzo).”

    ….Non dovrebbe essere su True essendo una non-interazione?

    Grazie e buon lavoro!

    • Matteo Zambon

      08 06 2018

      Ciao Gianmarco, vero. Se non vuoi che impatta lo dobbiamo mettere a true 😀
      Grazie della segnalazione!

  • Reply

    francesco

    29 03 2017

    Ciao grazie per la risposta,
    diciamo che mi hai dato una lampadina e ora vorrei accendere la luce, ma devo trovare la presa.

    Ti chiedevo proprio dei riferimenti di approfondimento su come poter “maneggiare” queste preziose informazioni che riguardano gli utenti.
    Per farti un esempio in un e-commerce, inviarti una promozione sul prodotto visualizzato, o in un portale, convertire meglio le visite con una mail, etc
    Se ho capito bene, qui risiede parte del potenziale da te descritto in questa chiara guida.

    So che sono argomenti generici e capisco la tua difficoltà, se prevedi una guida aspetto, se ha dei riferimenti esterni sono ben accetti…:-)
    Grazie
    f.

    • Matteo Zambon

      29 03 2017

      Ciao Francesco,

      si esatto, il potenziale è esattamento quello che hai espresso 🙂
      Se mi spari un po’ di nomi (CRM, email ecc) magari posso fare degli esempi concreti 🙂

      PS: Nel corso AL COMANDO mostro dei casi pratici di come estrapolare la email e passarla in tool esterni.

  • Reply

    francesco

    29 03 2017

    Ciao, grazie per i preziosi consigli,
    Mi consigli una guida su come sfruttare gli ID su un CRM e email?
    L’idea è quella di spostare l’informazione estrapolata per esempio in azioni di remarketing/promozione.
    Grazie e buon lavoro

    • Matteo Zambon

      29 03 2017

      Ciao Francesco!

      Una volta che hai la variabile nel datalayer di GTM, puoi utilizzare degli script che usano le API del tuo CRM passandogli quel valore 🙂 Magari quando compilano un form o fanno il login.
      Puoi fare davvero un sacco di cose, è solo la fantasia che ti può fermare.

      Fammi sapere se hai bisogno di altre informazioni (avrei bisogno di maggiori dettagli anch’io però).

      A presto!

Hai ancora qualche dubbio?
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