Con molta probabilità avrai già sentito parlare del circuito di Google AdSense, ovvero la piattaforma che permette di guadagnare attraverso i banner pubblicitari. In sostanza, se sei proprietario di un sito web, puoi offrire uno spazio all’interno delle tue pagine e permettere al circuito di Google AdSense di inserire banner pubblicitari. In cambio di cosa? Di un benefit economico! In pratica Google ti paga se gli utenti cliccano quei banner.

I dati strutturati (Structured Data) sono dei markup on-page che permettono di indicare dei contenuti del tuo sito in modo che siano comprensibili per i crawler, cioè degli script che scansionano il codice della pagine web con l’intento di aggiornare la SERP. I dati strutturati aiutano quindi i motori di ricerca a indicizzare le pagine del tuo sito, dando la possibilità di: visualizzare dati aggiuntivi in corrispondenza dei risultati delle ricerche, nella SERP.

In Google Analytics è possibile creare metriche e dimensioni personalizzate. E’ possibile creare fino a 20 metriche e dimensioni personalizzate con l’account gratuito di Google Analytics, nella versione premium sono 200. Con le dimensioni puoi inserire valori di tipo “testuale”, mentre nelle metriche sono tipicamente numeri o date. Se ci pensi bene lo stesso Google Analytics si basa su questi due mattoni. Per definire una metrica ti basta accedere in

Poco dopo la metà del 2014 è nato il progetto AMP: Accelerated Mobile Pages (https://www.ampproject.org/). Il progetto è sostenuto da Google e ha lo scopo di migliorare l’esperienza dell’utente lato mobile. Il traffico mobile nel 2015 ha superato il traffico desktop e la tecnologia AMP ha lo scopo di aumentare le performance di caricamento delle pagine web da dispositivi mobile. Nel dettaglio, AMP sfrutta una serie di tag e attributi

WordPress è uno dei più diffusi CMS. Si tratta di un CMS Open Source, cioè gratuito per tutti gli utenti che vogliono gestire un sito o un blog. Ed è proprio per la gestione di blog che è nato, nel lontano 2003. WordPress permette di gestire i contenuti di un sito web come articoli, pagine ed immagini anche a chi non è un programmatore esperto. È infatti molto semplice, ad esempio, personalizzare la

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Ago 2017

Glossario: CMS

L’acronimo CMS sta per Content Management System (sistema di gestione dei contenuti). I CMS sono dei software, solitamente installati su server web, specifici per gestire i contenuti dei siti web: pagine, articoli, immagini, etc. Grazie ai CMS è possibile, per i Webmaster (e non!), gestire un sito web in modo più semplice, evitando quindi molte attività di programmazione. I più diffusi sono WordPress, Joomla!, Drupal.  

Il Cookie è un file che viene fisicamente scaricato dal browser nel dispositivo (pc, tablet, smartphone ecc). Il file è tipicamente testuale e al suo interno contiene delle informazioni per permettere di gestire certe azioni. L’esempio più banale è la memorizzazione dell’utente e password, così da non immettere più questi valori nel form di login. Un altro esempio è Google Analytics che tiene traccia degli utenti. In questo modo si

Ghostery è un’estensione di Chrome (che puoi scaricare qui) che permette al browser di non essere tracciato da script di tracking e pixel. Ghostery vede il web “invisibile” e rileva tracker, web bug, pixel e beacon presenti su pagine web e inseriti da Facebook, Google e da più di 500 altre reti pubblicitarie, fornitori di dati comportamentali ed editori web: tutte aziende interessate alle tue attività. L’utilizzo di questa estensione

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Ago 2017

Glossario: TMS

TMS (Tag Management System) è un sistema di gestione dei tag di marketing, ovvero stringhe di codice di programmazione utilizzate per implementare software di terzi. In un sito web, infatti, è spesso necessario installare vari strumenti per attivare nuove funzioni o per monitorare le performance. Per farlo è quindi necessario inserire diversi snippet di codice, si tratta di operazioni che possono richiedere diverso tempo. I software di Tag Management nascono proprio

Il contenitore è una voce importantissima in Google Tag Manager. Partiamo dall’inizio: quando crei il tuo account in Google Tag Manager ti verrà chiesto come vorrai usare Tag Manager: per sito web, oppure per applicazione iOS o Android. A seguire deciderai il nome del contenitore e ti verrà assegnato l’id (GTM-XXXYYY), avrai la possibilità di selezionare la voce “Contenitore“. In questa sezione potrai fare tutte le azioni possibili come: Gestire