Mission e valori
Consigliamo le aziende su come misurare ciò che fanno e su come prendere di conseguenza le decisioni più importanti.
È un lavoro che richiede fiducia.
Per questo vogliamo essere chiari fin dall’inizio sui principi con cui lavoriamo, sulle responsabilità che ci assumiamo e sul modo in cui costruiamo il rapporto con i nostri clienti.
Molte delle organizzazioni che seguiamo hanno responsabilità verso milioni di persone, oltre che verso azionisti, consigli di amministrazione e altri stakeholder: il livello di serietà che chiedono a se stesse è lo stesso che chiediamo a noi.
Questi principi raccontano come vogliamo lavorare tra di noi e con i nostri clienti.
Valori
01
L’onestà intellettuale
Diciamo con chiarezza quello che i dati mostrano e con la stessa chiarezza diciamo quello che ancora non sappiamo.
Per questo teniamo sempre distinta una misura da un’interpretazione: la prima è un fatto, la seconda è una lettura di quel fatto, ed è da quella lettura che spesso dipendono le decisioni più importanti.
Consigliamo al cliente quello che riteniamo giusto per lui, anche quando non è la scelta più conveniente per noi. Un consiglio vale quanto la sua indipendenza.
02
Il coraggio della verità
Lavorare significa anche esporsi alla possibilità di sbagliare. Un errore ammesso subito è un problema che si risolve; uno che rimane nascosto diventa una crisi.
In Tag Manager Italia chi ammette un errore trova il team al proprio fianco, perché ci interessa cercare la causa, non un colpevole. Un’azienda che punisce chi dichiara un errore si condanna a scoprirlo tardi, o a non scoprirlo mai.
03
La custodia di ciò che
ci viene affidato
I dati che i clienti ci affidano non ci appartengono. Li proteggiamo, li utilizziamo solo per gli scopi concordati e li trattiamo con la consapevolezza che dietro quei dati ci sono aziende, persone e decisioni.
La stessa riservatezza vale per tutto ciò che apprendiamo lavorando con un cliente: strategie, numeri, processi, fragilità e informazioni interne. Entrare davvero nei meccanismi di un’azienda richiede fiducia, e quella fiducia va rispettata anche quando nessuno ci sta guardando.
Per questo, non utilizziamo ciò che vediamo per finalità diverse da quelle concordate. Se raccontiamo un progetto o un risultato, lo facciamo solo con l’autorizzazione esplicita del cliente e nei limiti che abbiamo concordato con lui.
04
La strategia prima della tecnica
Non ci limitiamo a costruire sistemi di misurazione, data warehouse o dashboard. Prima di tutto cerchiamo di capire il business del cliente: gli obiettivi che ha, le domande a cui deve rispondere e le decisioni che dovrà prendere nei mesi successivi.
In questo contesto, quasi mai partiamo da una pagina bianca. Nella maggior parte dei progetti lavoriamo su infrastrutture già esistenti, costruite nel tempo da team e fornitori diversi, con strumenti, processi e priorità che non sempre sono perfettamente allineati.
Per questo, prima di aggiungere qualcosa, cerchiamo di capire cosa funziona, cosa va corretto e come colmare ciò che manca senza rifare ciò che funziona già. Solo dopo progettiamo o facciamo evolvere l’architettura dei dati, con l’obiettivo di renderla utile alle decisioni del cliente, e non solo tecnicamente corretta.
Per noi il valore di un sistema dati si misura nella sua capacità di diventare parte del modo in cui l’azienda lavora, decide e cresce. La tecnologia è il mezzo; l’obiettivo è costruire un’infrastruttura che possa sostenere nel tempo la strategia dell’organizzazione.
05
La semplicità come segno
di padronanza
Semplificare è più difficile che complicare: ci riesce solo chi ha capito davvero il problema. Cerchiamo sempre la soluzione più chiara, quella che i team dei nostri clienti possono capire, usare e far evolvere nel tempo.
Per questo il rapporto con i nostri clienti raramente si esaurisce in un singolo progetto. Continuiamo a lavorare insieme anche negli anni successivi, accompagnando l’evoluzione dei sistemi con manutenzione, nuovi sviluppi, formazione e, quando serve, con una figura dedicata che affianca il management nel trasformare i dati in priorità e decisioni.
Gli strumenti, l’automazione e l’intelligenza artificiale accorciano la strada, ma non sostituiscono la responsabilità: quello che consegniamo porta sempre la firma di una persona con un nome.
06
L’efficienza nell’uso delle risorse
Usare bene le risorse significa usare solo quelle che servono davvero. Per TMI significa progettare infrastrutture efficienti, evitare elaborazioni e consumi non necessari, scegliere hardware e servizi tecnologici in funzione dell’utilità reale e limitare gli spostamenti ai casi in cui la presenza fisica porta un beneficio concreto.
L’efficienza, per noi, è un principio operativo e una questione di buon senso: eliminare ciò che non serve riduce sprechi, complessità e costi inutili, e permette di concentrare tempo, tecnologia e risorse dove possono produrre un beneficio reale.
07
L’eccellenza come responsabilità
Negli anni, il nostro lavoro ci ha portati a essere riconosciuti come un riferimento anche fuori dai confini nazionali. Non lo consideriamo un titolo da esibire, ma una responsabilità che ci obbliga ad alzare continuamente il livello di ciò che facciamo.
Questa responsabilità vale soprattutto verso chi userà i numeri che produciamo. Le architetture dati che costruiamo entrano in decisioni importanti, e non possiamo permetterci soluzioni che funzionano solo abbastanza.
Per questo continuiamo a studiare, a confrontarci con ciò che succede a livello internazionale e a rimettere in discussione anche le soluzioni che hanno già funzionato. Per noi qualità significa competenza, attenzione ai dettagli e volontà di migliorare continuamente ciò che facciamo.
08
L’attenzione alle persone
Vogliamo un ambiente in cui si possa lavorare bene, confrontarsi liberamente e sentirsi rispettati. Nessun risultato giustifica arroganza, umiliazioni o comportamenti scorretti verso i colleghi: il talento non dà diritto a eccezioni.
Valutiamo le persone per il loro lavoro, non per ciò che sono o per ciò che pensano, e vogliamo garantire a tutti le stesse opportunità di crescita.
La serenità e il benessere psicologico del nostro team fanno parte di questo impegno. Per questo nel 2022 abbiamo creato Pegaso, la nostra iniziativa interna dedicata alla prevenzione delle situazioni di disagio e alla possibilità, per ogni persona, di trovare ascolto e supporto quando ne ha bisogno.
09
La fiducia prima del
controllo
Diamo alle persone del nostro team obiettivi chiari, contesto e autonomia nel decidere come organizzare il proprio lavoro.
Lo smart working fa parte del nostro modo di lavorare perché valutiamo le persone per la qualità di ciò che fanno, per i risultati che portano e per la capacità di collaborare, non per il luogo da cui lavorano.
Autonomia non significa lavorare da soli, ma sapere quando decidere in prima persona e quando coinvolgere colleghi e responsabili. Diamo fiducia alle persone del nostro team e chiediamo, in cambio, responsabilità nelle scelte e nei risultati.
10
Il merito e la responsabilità
In TMI le persone crescono per ciò che sanno fare, per i risultati che portano e per il modo in cui lavorano. Valutiamo tutti con gli stessi criteri: competenza, risultati e responsabilità verso i colleghi. Ogni scelta di crescita deve poter essere spiegata in modo chiaro.
Nessun ruolo dà automaticamente ragione. Chi guida lo fa perché ha dimostrato di saper portare risultati e si assume la responsabilità delle proprie decisioni. Quando prendiamo una decisione, conta la solidità dell’argomento, non la posizione di chi lo sostiene.
11
La crescita è parte
del mestiere
Chi lavora con i dati deve continuare a imparare giorno dopo giorno e l’azienda deve creare le condizioni perché possa farlo.
La crescita professionale non passa necessariamente dalla gestione delle persone. Si può crescere diventando manager oppure diventando un punto di riferimento sempre più autorevole nella propria disciplina: per noi sono due percorsi diversi, ma con lo stesso valore.
Vogliamo che chi lavora con TMI, dopo qualche anno, abbia più competenze, più autonomia e più possibilità di quando è arrivato. Anche se un giorno sceglierà di usarle altrove.
12
La cultura del dato
Un sistema di misurazione, per quanto accurato, serve a poco se le decisioni continuano a essere prese per abitudine, intuizione o gerarchia. Per questo il nostro lavoro non si esaurisce quando i dati sono disponibili: è da quel momento che devono iniziare a essere usati davvero.
Aiutiamo i team dei nostri clienti a leggere i numeri, a fare domande migliori e a capire quali informazioni sono davvero rilevanti. Non ci basta costruire dati corretti: vogliamo che diventino parte del modo in cui l’azienda ragiona, discute e prende decisioni.
La cultura del dato esiste quando i numeri entrano nelle conversazioni prima delle conclusioni e quando anche chi non lavora ogni giorno con i dati sa interpretarli, metterli in discussione e usarli per orientare le proprie scelte.
È un cambiamento più lento di quello tecnologico, ma è quello che trasforma un sistema di misurazione in uno strumento reale di governo dell’azienda.